Fitoterapia

Le origini della fitoterapia risalgono a migliaia di anni fa e sono strettamente legate alla nascita e alla sopravvivenza dell’uomo.

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Tutti gli animali dipendono dal regno vegetale dal quale prendono i nutrienti necessari e indispensabili per loro funzioni vitali. Questo stretto rapporto con la natura ed il mondo vegetale, ha spinto l’uomo, da sempre, ad utilizzare principalmente le piante come rimedio naturale per ovviare agli effetti provocati da un’alterazione del suo stato di salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1980, nella riunione di Tien-Tsin in Cina, definì le piante medicinali nel modo seguente: “ È pianta medicinale ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o preventivi, o che sono i precursori di emisintesi chemiofarmaceutiche “.

La fitoterapia moderna si basa, principalmente, sulle conoscenze provenienti dalle tre grandi medicine: fitoterapia della medicina tradizionale cinese, fitoterapia della medicina ayurvedica e la fitoterapia occidentale.

Origini e storia della moderna Fitoterapia

La moderna Fitoterapia prende origini dal periodo rinascimentale con la nascita delle prime scuole mediche laiche e delle prime Università.

Scuola ,medica salernitana

La prima scuola medica laica è la Scuola Medica Salernitana sorta con ogni probabilità tra il secolo VII e VIII, deve essere ritenuta la più antica e importante istituzione per l’insegnamento e l’esercizio della medicina.

È la prima nel suo genere e diviene famosa in tutto il mondo, allora noto, per i suoi maestri e per il suo orto botanico.

Nel IX secolo era famosa in tutta Europa ed era rappresentata nel sigillo di Salerno col motto: Civitas Hippocratica. Fautore della scuola fu Costantino L’Africano, dotto cartaginese giunto a Salerno e successivamente monaco a Cassino, egli favorì la divulgazione della cultura araba sull’uso delle piante medicinali e la traduzione dall’arabo in latino “dell’Arte medica” di Galeno.

In Francia, nel XII secolo sorge l’Università di Montpellier, considerata da molti come l’erede della Scuola Salernitana, fautore e maestro più illustre fu lo spagnolo Arnaldo da Villanova (1240-1312 d.C.), animato da uno spirito indipendente di ricerca.

Fu il primo ad intuire le proprietà solventi dell’alcool, e il modello di estrazione dei principi attivi delle piante per macerazione in soluzione idroalcoolica.

Il rinascimento, coincide col risveglio culturale della mente umana e in questo periodo, uno degli studiosi di rilievo fu Philiph Theophrast Bombast von Hohenheim, detto Paracelso (1493-1541 d.C.), nacque in una località vicina a Zurigo medico alchimista, cercò di isolare dalle piante la loro “quintessenza”. Paracelso si può considerare il padre della moderna Fitoterapia rinnovata, in cui l’azione delle piante Medicinali è riferita al fitocomplesso e non al principio attivo.

Di Paracelso sono da ricordare aforismi di grande significato ed attualità:”La natura causa e cura le malattie, ed è quindi necessario che il medico conosca i processi della Natura, l’uomo invisibile al pari dell’uomo visibile”, da questo aforisma si evince la visione olistica dell’uomo paracelsiana, e con il secondo aforisma “Sola dosis facit venenum”, si rappresenta il canone fondamentale della Farmacognosia (studio della chimica e della farmacologia dei principi attivi delle piante medicinali), e della moderna Farmacologia.

Erbario di Pietro Andrea Mattioli

Nello stesso periodo anche Leonardo da Vinci (1452-1519 d.C.) si occupa dello studio della botanica e della fisiologia vegetale, studiò il percorso della linfa, la disposizione delle foglie nelle varie specie e cercò di isolare i principi attivi di alcune piante.

Nacque il primo giardino orto botanico a Padova per opera di Anguillara, Guillandini e Falloppio, seguito da quello di Pisa e di Bologna.

Determinante e fondamentale fu l’apporto, del botanico svedese Carlo Linneo (1707-1778 d.C.), per lo studio sistematico delle piante. È merito della sua ricerca la classificazione e l’identificazione delle piante descritta nella sua opera “Systema Naturae”, egli utilizza, come principio di distinzione e di classificazione delle piante, la distribuzione dei sessi nei fiori e le caratteristiche degli organi maschili. Inoltre, divide il regno vegetale in due grandi branche: le Crittogame, con stami e pistilli invisibili a occhio nudo; le Fanerogame nelle quali tali organi sono ben visibili. Queste ultime, a loro volta, saranno divise dal naturalista svedese in 23 classi, in base alle loro differenze morfologiche.

Che cos’è il fitocomplesso

La fitoterapia, fino al 1970, appannaggio della chimica, si basava sull’utilizzo del principi attivo delle piante medicinali, identificando in esso sia il titolo riportato in Farmacopea ufficiale sia l’azione terapeutica, seguendo i dettami della chimica e della farmacognosia. In quest’anni, Claude Bergeret e Max Tetau, rilevarono e diffusero il concetto che l’azione di una pianta medicinale non era da identificare necessariamente solo nel principio attivo, bensì, al sinergismo d’azione derivato dai vari componenti della pianta.

Quindi, ridefinirono il concetto di fitoterapia in fitoterapia rinnovata, in cui la determinante principale non era più il principio attivo, bensì il fitocomplesso.

Essi affrontato lo studio della Fitoterapia dal punto di vista clinico e biologico, introducono delle forme galeniche partendo da estratti derivanti dalla pianta fresca e si orientano verso la definizione della risposta terapeutica da attribuire al totum dei componenti dell’estratto, definito fitocomplesso. Le forme farmaceutiche utilizzate sono: la Tintura madre e il Macerato glicerico 1DH, alla prima diluizione decimale hahnemanniana.

Richiami di Botanica farmaceutica

La botanica farmaceutica si occupa delle piante medicinali ed officinali tenendo conto, non soltanto delle caratteristiche morfologiche e funzionali, ma studiando in particolare i principi attivi e il loro  terapeutico.

Le piante, dal punto di vista della botanica, sono raggruppate in entità tassonomiche o taxa (da cui deriva lo stesso termine “tassonomia”, metodo, descrizione e classificazione degli organismi e delle piante, botanica sistematica).

Le entità tassonomiche sono ordinate secondo un criterio logico, che tiene conto del loro valore crescente. Si parte così dall’unità sistematica elementare, che è la specie; a questa, sono subordinate alcune entità, come la sottospecie, mentre altre entità sono superiori (si tratta, in ordine crescente, di genere, famiglia, ordine, classe e phylum o divisio).

Tutto questo è di particolare rilevanza, perché, gli individui di una determinata specie non sono geneticamente omogenei, ma differiscono proprio in base alla sottospecie, alla varietà e ai tipi e questo comporta, non solo una diversa morfologia, ma anche una diversità biochimica che si riflette in una differente composizione quali-quantitativa.

Si parla, quindi, in tale caso di razze chimiche o chemiotipi: i chemiotipi sono uguali nell’aspetto esterno, ma differiscono per i loro costituenti chimici.

Le sostanze chimiche presenti nella pianta, capaci di esplicare un’azione farmacologia, sono definiti principi attivi e il vegetale (o la parte di questo) che le contiene è detto droga.

Le sostanze farmacologicamente attive possono essere impiegate sia sotto forma di droga così come essa è (si parla, in tale caso, di fitocomplesso), oppure allo stato puro, dopo essere state estratte dalla droga stessa.

Come si producono i principi attivi nella pianta

Ogni organismo vivente, comprese le piante, scambia continuamente con l’ambiente esterno una grande quantità di energia. L’energia proviene dal Sole ed è incamerata dalle piante grazie alla fotosintesi, che permette così di ottenere energia chimica per produrre le molecole necessarie alla sopravvivenza, mediante reazioni chimiche dette anaboliche.

Il metabolismo delle piante si divide in due parti: metabolismo primario e metabolismo secondario.

Esistono dunque le reazioni del metabolismo primario, che partono da grandi quantità di sostanze di riserva e portano a grandi quantità di prodotti.

Tuttavia, per la fitoterapia, sono di grande importanza le vie del metabolismo secondario, caratterizzate da un flusso minore, che portano alla produzione e all’accumulo di molecole molto specializzate (oli essenziali, alcaloidi, ecc…), non strettamente necessarie per l’organismo produttore.

La loro funzione nelle piante è di difesa  e di preservazione della specie e possano essere utili per richiamare alcuni insetti impollinatori o allontanare delle possibili fonti di pericolo dalla pianta stessa.

Farmacognosia: disciplina che studia i principi attivi delle piante medicinali

La FARMACOLOGIA studia la chimica e le proprietà dei principi attivi e i loro meccanismi d’azione sui vari organi e apparati dell’organismo umano e animale, la posologia ed il corretto impiego terapeutico.

La  FARMACOGNOSIA studia le proprietà farmacologiche delle piante medicinali, l’identificazione dei principi attivi e la classificazione botanica.

Che cosa sono e quali sono i principi attivi delle piante medicinali

Principi attivi sono sostanze contenute nelle piante e che agiscono sull’organismo umano a scopo terapeutico.

La parte di pianta che contiene i principi attivi viene definita droga.

I principi attivi vegetali comprendono diverse categorie chimiche.

Frequentemente l’azione farmacologica del fitocomplesso (l’insieme dei principi attivi contenuti nella droga in toto) può essere superiore a quella del principio attivo estratto e somministrato singolarmente oppure sintetizzato.

Il tempo di raccolta definito tempo balsamico, rappresenta una variabile importante ai fini di ottenere una presenza ottimale, qualitativa e quantitativa, di principi attivi; quindi, esiste un periodo ottimale per avere le massime concentrazioni di principio attivo, ed è opportuno anche tener conto dei fattori ambientali come clima, altitudine, latitudine, ecc…

I principi attivi delle piante officinali appartengono alle seguenti classi:

  1. Eterosidi o Glucosidi

*salicilici

*iridoidi

*antrachinonici

*cardiotonici

*saponine

*solforati

*flavonici

*idrochinonici

  • Alcaloidi
  • Oli essenziali, resine, balsami
  • Tannini
  • Carboidrati
  • Lipidi
  • Vitamine
  • Sali minerali

ETEROSIDI

Salicilici (azione antinfiammatoria, antifebbrile antireumatica; principali piante: Salix alba)

Iridoidi (azione antinfiammatoria; principali piante: Arpagofito)

Antrachinonici (azione lassativa o purgante; principali piante: Aloe, Cascara, Rabarbaro)

Cardiotonici (azioni antiaritmiche, cardiotoniche; principali piante: Digitale, Strofanto, Oleandro)

Saponine (azione antinfiammatoria e cicatrizzante (Liquirizia) o antiedemigene e vasculotrope (Ippocastano))

Solforati (azione mucolitica e fluidificante; principali piante: le Crucifere come Cavoli, Senape, Rafano)

Flavonici o flavonoidi (azione antinfiammatoria e diuretica (Sambuco, Tiglio, Liquirizia) o riduzione della permeabilità capillare (Ruscus, Centella) o antidepressiva (Iperico) o ansiolitica (Passiflora))

Antocianosidi (azione endotelio protettiva ed antiaggregante piastrinica; principali piante: Mirtillo, Lampone, Malva)

Idrochinonici (azione disinfettante urinaria; principali piante: Uva ursina, Corbezzolo)

ALCALOIDI

Sostanze azotate basiche attive a dosi anche molto basse.

Coniina (contenuta nella Cicuta), Chinina, Cocaina, Reserpina, Caffeina (attive sul SNC). Atropina, Scopolamina, Pilocarpina, Ergotamina, Nicotina (attive sul SNV). Colchicina (per l’artrite gottosa), Vincristina, Vinblastina (alcaloidi della Vinca ad azione antileucemica) Alcaloidi ossindolici (azione antinfiammatoria immunostimolante contenuti nell’Uncaria Tormentosa)

OLI ESSENZIALI

Miscele di sostanze chimiche tra le quali (alcoli, fenoli, aldeidi, chetoni, eteri, esteri, acidi e idrocarburi terpenici) a diversa azione: stimolazione funzioni apparati digerente, antimicrobica, azioni sul SNC.

TANNINI

Azione antiflogistica, antiedemigena e vasocostrittrice; risultano irritanti per le mucose ed epatotossici.

POLISACCARIDI

Sono prevalentemente rappresentati dalle mucillagini che a contatto con l’acqua si rigonfiano e danno soluzioni colloidi con azione emolliente, antinfiammatoria, protettiva delle mucose e lassativa. Polisaccaridi ad azione antinfiammatoria ed immunostimolante sono presenti nell’Astragalo, nell’Echinacea, nel Ginseng, nell’Aloe vera e nell’Eleuterococco.

RESINE E BALSAMI

Le resine, sostanze complesse, vengono spontaneamente secrete dai vegetali.
I balsami sono costituiti da miscele di oli essenziali e resine, sono densi, vischiosi ed aromatici ed hanno azione disinfettante ed espettorante (Balsamo del Perù e Balsamo del Tolù usati nei prodotti antitosse ed espettoranti)

Le forme farmaceutiche usate  in Fitoterapia

La  Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana XII edizione  insieme alla Farmacopea Europea, rappresentano i testi ufficiali di raccolta di tutte le preparazioni farmaceutiche.

Nell’edizione Italiana, è stato dato ampio risalto alle preparazioni vegetali, che adesso tornano ad essere presenti in maniera cospicua, nonostante il continuo sviluppo dei farmaci di sintesi.

Nell’attuale edizione è presente, come nell’edizione precedente, un capitolo di descrizione dei Metodi Generali Usati in Farmacognosia, nel quale si definiscono criteri, metodologie e controlli di qualità delle droghe vegetali e loro preparazioni riportate nelle monografie relative alle preparazioni delle piante medicinali: Droghe Vegetali, Preparazioni a Base di Droghe Vegetali, Tinture, Estratti, Infusi e Decotti, Oli Grassi Vegetali, Piante per Tisane,

La tintura madre in sigla  TM è una soluzione idroalcolica, ottenuta macerando la droga per percolazione e/o macerazione con un solvente acqua e alcool) con una gradazione variabile compresa fra i 60° e gli 80°in funzione della solubilità degli attivi da estrarre.

Piante medicinali e tossicità  

Molti pazienti preferiscono oggi ricorrere alla medicina alternativa ed in particolare alla fitoterapia, per trattare i loro disturbi e tale fenomeno ha assunto proporzioni sempre maggiori nell’ultimo decennio.

Tutto questo è dovuto ad una certa “sfiducia” nei confronti della terapia tradizionale (causata dalla marcata tossicità, dai costi elevati e spesso dall’insuccesso della terapia), ma soprattutto alla falsa convinzione, secondo la quale tutto ciò che proviene dal mondo naturale è “sicuro”.

Non esistono, in realtà, piante che possono essere considerate sicure: spesso si sono verificate reazioni tossiche molto gravi (come lo shock anafilattico, angioedema, allucinazioni e perfino la morte) dovute a rimedi erboristici, senza contare che sono frequenti anche reazioni meno gravi, come il prurito, rush cutaneo e orticaria.

Molte piante medicinali sono talmente tossiche, da non poter essere usate in terapia: è il caso della Belladonna, dei semi del Ricino, dell’Amanita, ecc… Tuttavia, anche altre considerate più sicure, possono scatenare reazioni tossiche impreviste, in base all’uso che si fa.

Le possibili reazioni avverse delle piante possono essere legate a caratteristiche della pianta, al prodotto che da essa si ottiene o al suo effetto sul singolo paziente.

Infatti, è necessario identificare correttamente la pianta, secondo le sue caratteristiche macroscopiche e microscopiche, ed anche la parte stessa che si utilizza, poiché le parti delle piante contengono diverse sostanze chimiche a diverse concentrazioni.

È importante anche tener presente che i prodotti fitoterapici potrebbero essere stati contaminati da pesticidi, metalli pesanti, erbicidi o che le varie fasi di lavorazione avrebbero potuto esporre il prodotto a funghi, batteri, ecc…L’industria, infatti, è tenuta a rispettare delle procedure di lavorazione corrette, tali da garantire la sicurezza del prodotto.

Altro aspetto fondamentale è quello della standardizzazione degli estratti: questo garantisce che in ogni capsula ci sia la stessa quantità di principio attivo e questo dovrebbe garantire effetti sovrapponibili e riproducibili.

Il paziente stesso può, tuttavia, esprimere effetti imprevedibili in base all’uso che fa del prodotto fitoterapico. Tali prodotti possiedono una specifica attività farmacologica ed in funzione a questo possono interagire con altri farmaci di sintesi assunti dal paziente, potenziandone o riducendone gli effetti previsti. La frequenza degli effetti collaterali delle piante aumenta, infatti, proprio a causa di queste associazioni. Tale pericolo, è incrementato anche dal fatto che l’opinione pubblica considera le erbe “sicure” ed è ancora di più incoraggiata nell’associarle liberamente ad altre terapie farmacologiche.

Anche le condizioni del paziente possono costituire un potenziale pericolo per l’assunzione di piante medicinali: le controindicazioni possono essere costituite da malattie organiche, pregresse o in atto (come ulcera peptica, ipertensione, insufficienza epatica o renale) o interventi chirurgici, che modificano la farmacocinetica delle molecole di origine naturale, aumentando il rischio di tossicità.

Persino delle condizioni “fisiologiche”, come la gravidanza o l’allattamento, possono rendere proibitivo l’utilizzo di talune piante medicinali.

È molto importante, che gli operatori sanitari valutino attentamente gli effetti dei prodotti naturali, e che sia effettuata una stretta sorveglianza degli eventuali effetti tossici. Anche il paziente deve essere educato ad un’automedicazione responsabile e non approssimativa, facendo sempre riferimento alle figure professionali del mondo sanitario.

A tal fine, verranno ora analizzati, dopo un breve cenno al metabolismo delle sostanze tossiche nel nostro organismo, vari esempi di tossicità delle piante, legate a controindicazioni, uso in gravidanza o interazioni farmacologiche.

Elenco delle piante medicinali più usate in fitoterapia

Fitoterapia dell’Apparato cardiovascolare

  1. Aglio – Allium sativum L.
  2. Amamelide – Hamamelis virginiana L.
  3. Borsa del pastore – Capsella bursa pastoris (L.) Medicus
  4. Castagno – Castanea sativa Mill.
  5. Centella – Hydrocotyle asiatica L.
  6. Cinchona spp.
  7. Cipresso – Cupressus sempervirens L.
  8. Crataegus spp.
  9. Ginkgo – Ginkgo biloba L.
  10. Ippocastano – Aesculus hippocastanum L.
  11. Kudzu – Pueraria lobata (Willd.) Ohwi.
  12. Meliloto – Melilotus officinalis (L.) Pallas
  13. Mirtillo nero – Vaccinium myrtillus L.
  14. Olivo – Olea europaea L.
  15. Ontano – Alnus glutinosa (L.) Gaertner
  16. Rusco – Ruscus aculeatus L.
  17. Vite – Vitis vinifera L.

Fitoterapia dell’Apparato respiratorio

  1. Abete bianco – Abies alba Miller
  2. Cajeput Melaleuca – leucadendron L. var. cajaputi Roxb.
  3. Carpino – Carpinus betulus L.
  4. Edera – Hedera helix L.
  5. Elicriso – Helichrysum italicum (Rothman) G. Don
  6. Erisimo – Sisymbrium officinale (L.) Scopoli
  7. Eucalipto – Eucalyptus globulus Labillardière
  8. Faggio – Fagus sylvatica L.
  9. Farfara – Tussilago farfara L.
  10. Issopo – Hyssopus officinalis L.
  11. Niaouli – Melaleuca viridiflora Solander ex Gaertner
  12. Olmaria – Filipendula ulmaria (L.) Maximowicz
  13. Papavero da oppio – Papaver somniferum L. var. album
  14. Piantaggine a foglie larghe – Plantago major L.
  15. Piantaggine a foglie strette – Plantago lanceolata L.
  16. Rosa canina – Rosa canina L.
  17. Rosolaccio – Papaver rhoeas L.
  18. Sambuco – Sambucus nigra L.
  19. Tiglio a foglie grandi – Tilia platyphyllos Scopoli
  20. Timo – Thymus vulgaris L.
  21. Verbasco – Verbascum thapsus L.

Fitoterapia dell’Apparato locomotore

  • Ananas – Ananas comosus (L.) Merr.
  • Arnica – Arnica montana L.
  • Artiglio del diavolo – Harpagophytum procumbens (Burch.) De Candolle
  • Borragine – Borago officinalis L.
  • Boswellia – Boswellia serrata (L.) Roxb.
  • Enotera – Oenothera biennis (L.) Scop.
  • Luppolo – Humulus lupulus L.
  • Partenio – Tanacetum parthenium (L.) Schulz. Bip.
  • Ribes nero – Ribes nigrum L.
  • Salice Salix spp.

Fitoterapia dell’Apparato digerente

  • Achillea – Achillea millefolium L.
  • Agrimonia – Agrimonia eupatoria L.
  • Albero della gomma arabica – Acacia senegal (L.) Willdenow
  • Albicocco – Prunus armeniaca L.
  • Alchemilla – Alchemilla vulgaris L.
  • Alloro – Laurus nobilis L.
  • Aloe vera – Aloe barbadensis Miller
  • Altea – Althaea officinalis L.
  • Aneto – Anethum graveolens (L.) Bentham et Hooker
  • Angelica – Angelica archangelica L.
  • Anice stellato – Illicium verum Hooker
  • Anice verde – Pimpinella anisum L.
  • Arancio dolce – Citrus aurantium (L.) var. dulcis Pers.
  • Assenzio – Artemisia absinthium (L.) Tourn.
  • Avena – Avena sativa L.
  • Basilico – Ocimum basilicum L.
  • Bergamotto – Citrus aurantium var. bergamia Risso et Poiteau
  • Camomilla – Matricaria recutita L.
  • Camomilla romana – Chamaemelum nobile (L.) All.
  • Cannella – Cinnamomum zeylanicum (Nees et Wallich) Blume
  • Capsico – Capsicum frutescens L.
  • Cardamomo – Elettaria cardamomum White et Maton
  • Carrubo – Ceratonia siliqua L.
  • Carvi – Carum carvi L.
  • Cascara – Rhamnus purshiana DC.
  • Cicoria – Cichorium intybus L.
  • Coriandolo – Coriandrum sativum L.
  • Cumino – Cuminum cyminum L.
  • Dragoncello – Artemisia dracunculus L.
  • Fico – Ficus carica L.
  • Finocchio – Foeniculum vulgare Miller
  • Frangola – Rhamnus frangula L.
  • Fumaria – Fumaria officinalis L.
  • Garofano chiodi – Syzygium aromaticum (L.) Merril et L.M. Perry
  • Genziana – Gentiana lutea L.
  • Giuggiolo – Ziziphus jujuba Miller
  • Limone – Citrus limon (L.) Burmann
  • Lino – Linum usitatissimum L.
  • Liquirizia – Glycyrrhiza glabra L.
  • Maggiorana – Origanum majorana L.
  • Malva – Malva sylvestris L.
  • Mandorlo dolce – Prunus amygdalus Batsch. var. dulcis Koehne
  • Melograno – Punica granatum L.
  • Menta piperita – Mentha piperita (L.) Hudson
  • Mirra – Commiphora molmol Engler ex Tschirch
  • Noce moscata – Myristica fragrans Houttuyn
  • Origano – Origanum vulgare L.
  • Papaia – Carica papaya L.
  • Peperoncino – Capsicum annuum L.
  • Psillio – Plantago psyllium L.
  • Rabarbaro – Rheum spp.
  • Rovo – Rubus fruticosus L.
  • Senna alessandrina – Cassia senna L.
  • Senna di Tinnevelly – Cassia angustifolia Vahl
  • Spincervino – Rhamus catharticus L.
  • Tamarindo – Tamarindus indica L.
  • Tamerice – Tamarix gallica L.
  • Tè – Camellia sinensis (L.) Kuntze
  • Zenzero – Zingiber officinale Roscoe

Fitoterapia del Sistema epato-biliare

  1. Boldo – Peumus boldus Molina
  2. Carciofo – Cynara scolymus L.
  3. Cardo mariano – Silybum marianum (L.) Gaertner
  4. Crisantello – Chrysanthellum americanum Vatke
  5. Curcuma – Curcuma longa L.
  6. Marrubio – Marrubium vulgare L.
  7. Rosmarino – Rosmarinus officinalis L.
  8. Tarassaco – Taraxacum officinale Weber

Fitoterapia delle funzioni metaboliche

  1. Acero – Acer campestre L.
  2. Acerola – Malpighia punicifolia L.
  3. Arancio amaro – Citrus aurantium L. subsp. amara Engler
  4. Carcadè – Hibiscus sabdariffa (DC.) L.
  5. Cipolla – Allium cepa L.
  6. Crespino – Berberis vulgaris L.
  7. Erba medica – Medicago sativa L.
  8. Fagiolo – Phaseolus vulgaris L.
  9. Fico d’India – Opuntia ficus indica (L.) Miller
  10. Fieno greco – Trigonella foenum graecum L.
  11. Garcinia – Garcinia cambogia (Gaertner) Desronseau
  12. Gimnema – Gymnema sylvestre (Retz) R. Brown
  13. Grano – Triticum aestivum L.
  14. Guaranà – Paullinia cupana Kunth ex H.B.K.
  15. Guggul – Commiphora mukul (Engl.) Hooker
  16. Hoodia – Hoodia gordonii (Masson) Sweet
  17. Ispagula – Plantago ovata Forskal
  18. Kiwi – Actinidia chinensis Planchon
  19. Konjac – Amorphophallus konjak Koch.
  20. Matè – Ilex paraguariensis St. Hilaire
  21. Noce – Juglans regia L.
  22. Quercia marina – Fucus vesiculosus L.
  23. Riso – Oryza sativa L.
  24. Soia – Glycine max (L.) Merril
  25. Spirulina – Spirulina maxima (L.) Geitl.

Fitoterapia   dell’Apparato tegumentario

  1. Argan – Argania spinosa L.
  2. Bardana – Arctium lappa L.
  3. Calendula – Calendula officinalis L.
  4. Carota – Daucus carota L.
  5. Consolida maggiore – Symphytum officinale L.
  6. Ginepro rosso – Juniperus oxycedrus L.
  7. Goji – Lycium barbarum var. auranticarpum
  8. Neem- Azadirachta indica A. Jussien
  9. Nocciolo – Corylus avellana L.
  10. Olmo – Ulmus campestris L.
  11. Pompelmo – Citrus grandis Osbeck
  12. Viola del pensiero – Viola tricolor L.

Fitoterapia del  Sistema nervoso

  1. Cacao – Theobroma cacao L.
  2. Caffè – Coffea arabica L.
  3. Cola spp.
  4. Echinacea spp.
  5. Eleuterococco – Acanthopanax senticosus Harms
  6. Escolzia – Eschscholtzia californica Chamisson
  7. Ganoderma – lucidum (Leyss. ex Fr.) Karst.
  8. Ginseng indiano – Withania somnifera (L.) Dunal
  9. Ginseng – Panax ginseng C.A. Meyer
  10. Griffonia Griffonia simplicifolia Baill.
  11. Iperico – Hypericum perforatum L.
  12. Lavandula spp.
  13. Melissa- Melissa officinalis L.
  14. Noni – Morinda citrifolia L.
  15. Passiflora – Passiflora incarnata L.
  16. Rodiola – Rhodiola rosea L.
  17. Salvia – Salvia officinalis L.
  18. Schisandra – Schisandra chinensis (Turcz.) Baillon
  19. Sequoia – Sequoia gigantea Decaisne
  20. Tiglio argentato – Tilia tomentosa (Moench.) Scopoli
  21. Uncaria – Uncaria tomentosa (Willd.) DC.
  22. Valeriana Valeriana officinalis L.
  23. Verbena odorosa – Lippia citriodora Humb. B. et Kunth.
  24. Vischio – Viscum album L. Zafferano Crocus sativus L.

Fitoterapia dell’Apparato uro-genitale

  1. Agnocasto – Vitex agnus castus (L.) Kurz
  2. Asparago – Asparagus officinalis L.
  3. Betulla – Betula alba L.
  4. Cimicifuga – Cimicifuga racemosa (L.) Nuttal
  5. Damiana – Turnera diffusa Willdenow
  6. Epilobio – Epilobium angustifolium L.
  7. Equiseto – Equisetum arvense L.
  8. Fragola – Fragaria vesca L.
  9. Frassino – Fraxinus excelsior L.
  10. Ginepro – Juniperus communis L.
  11. Gramigna – Agropyron repens (L.) P. Beauvois
  12. Gramigna rossa – Cynodon dactylon (L.) Pers.
  13. Granoturco – Zea mays L.
  14. Lampone – Rubus idaeus L.
  15. Lichene islandico – Cetraria islandica (L.) Acharius
  16. Maca – Lepidium meyenii Walp
  17. Melaleuca – Melaleuca alternifolia (Maiden et Betche) Cheel.
  18. Mirtillo rosso – Vaccinium macrocarpon (L.) Aiton
  19. Mucuna – Mucuna pruriens De Candolle
  20. Muira puama – Ptycopetalum olacoides Bentham
  21. Ortica – Urtica dioica L.
  22. Ortosifon – Orthosiphon stamineus Bentham
  23. Pilosella – Hieracium pilosella L.
  24. Prezzemolo – Petroselinum crispum (Miller) Nyman
  25. Pruno africano – Prunus africana (Hooker) Kalkman
  26. Sandalo – Santalum album L.
  27. Serenoa Serenoa repens (Bartram) Small
  28. Tribolo – Tribulus terrestris L.
  29. Uva ursina – Arctostaphylos uva ursi (L.) Spreng.
  30. Verga d’oro – Solidago virgaurea L.
  31. Zucca – Cucurbita pepo L.

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