Pranoterapia

La pranoterapia deriva da prana, termine sanscrito che significa respiro, energia vitale, forza primordiale e terapia, cura; rappresenta la capacità di alcuni individui di guarire attraverso l’imposizione delle mani sull’organo ammalato. Il pranoterapeuta è un soggetto dotato di elevata sensibilità al prana, capace di mummificare sostanze, organi e tessuti organici destinati alla decomposizione. Questa pratica nasce tra fine settecento e inizio ottocento da studi condotti da Franz Anton Mesmer sulla presenza nell’uomo di un fluido vitale, responsabile del suo benessere psicofisico. I pranoterapeuti sarebbero dotati di un livello energetico eccedente, in grado di trasmetterlo a persone che in situazioni di stress non ne possiedono a sufficienza causando un rallentamento delle funzioni vitali. La pranoterapia si è dimostrata efficace in numerosissime patologie, tra cui cefalee, dolori di varia origine, astenia, anemie, esaurimenti nervosi, malattie della pelle, disturbi dell’apparato digerente, respiratorio e ormonale. Inoltre, da sperimentazioni e osservazioni documentate la pranoterapia è in grado di accelerare il processo di cicatrizzazione dei tessuti. Per ulteriori approfondimenti consultare la sezione dei compendi.