Preparazione dei fiori di Bach in farmacia e NBP

È vietata la riproduzione senza esplicita autorizzazione dell’autore – Legge 22 aprile 1941, n. 633

Sommario

Bach Centre

Sono affrontati, in questa pubblicazione, gli aspetti riguardanti la preparazione dei rimedi floreali, in ossequio all’etica professionale. Importante appare, in questo lavoro, l’inquadramento di queste preparazioni in un ambito extra galenico, di preparazioni erboristiche o di semplici miscelazioni,  per non soffocare la possibilità per il farmacista di preparare e consigliare questi rimedi, e per rispetto dei principi sostenuti e voluti dal dr. E. Bach: “Cura te stesso” e “Guarisci te stesso”.

Il crescente utilizzo dei fiori di Bach e le continue richieste che gli utenti rivolgono al farmacista, rende necessario un approfondimento di alcune tematiche legate alla preparazione in farmacia dei rimedi floreali e la possibilità per il farmacista di consigliare il giusto rimedio. Il farmacista, come primo referente nell’auto-cura, è sovente chiamato a guidare i pazienti nella scelta di trattamenti che possono alleviare i disturbi della sfera emozionale e relazionale. La conoscenza approfondita della floriterapia e la corretta preparazione dei fiori di Bach, da parte del farmacista, è necessaria per rispondere e soddisfare con professionalità  alle richieste dei clienti.

Il farmacista può preparare una miscela di fiori estemporaneamente in farmacia su richiesta dell’utente, al di fuori delle regole delle preparazioni galeniche (poiché trattasi di una semplice miscela di acqua, brandy ed alcune gocce di essenza floreale prelevate dallo stock bottle); mentre,  se eseguita su prescrizione medica, solo in tal caso, per il farmacista diventa una prescrizione magistrale, e pertanto, è tenuto ad osservare le regole della F.U. e le relative NBP.

Preparazione, adempimenti, modalità di somministrazione e posologia

Dal punto di vista normativo, i Fiori di Bach, in Italia, non hanno una specifica classificazione; alcuni produttori hanno chiesto l’autorizzazione alla vendita con la definizione di medicinali omeopatici, contemplati nel Decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 185 inerente l’attuazione  della Direttiva 92/73/ CEE in materia di medicinali omeopatici.

Sembrerebbe che questa scelta non sia condivisa da altri produttori, operatori e utilizzatori. Infatti, i fiori di Bach non sono considerati medicinali omeopatici, perché, non hanno subito il processo  di  succussione  e  dinamizzazione (1).  Pertanto,  non  possono  essere  inquadrati  nella monografia specifica dei medicinali omeopatici della Farmacopea Ufficiale, anche se, alcuni produttori del settore hanno classificato e presentato i Fiori di Bach, in riferimento al Decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 185, come medicinali omeopatici. A tal proposito è ovvio che questi stock bottles non possono essere utilizzati per le preparazioni in farmacia, poiché, corrisponderebbe ad uno sconfezionamento di medicinale omeopatico, mentre possono essere e sono utilizzati da altri operatori, non farmacisti, per la preparazione delle miscele. Quindi, è preferibile utilizzare per le preparazioni di miscele floreali in farmacia, stock bottles di preparati floreali commercializzati come soluzioni idroalcoliche di prodotti erboristici.

Metodo solare

È utile precisare che l’uso dei rimedi floreali è accessibile a tutti, sono utilizzati da: naturopati, psicologi, medici, farmacisti, erboristi, infermieri, massaggiatori e da persone comune, secondo il loro livello di preparazione ed interesse. Infatti, già Bach, quando ideò il metodo della floriterapia, volle creare un metodo semplice ed accessibile a tutti per alleviare i disagi umani, concetto espresso negli scritti di E. Bach “Cura te stesso” e “Libera te stesso”.

Quindi, considerato che preparare i fiori di Bach è una pratica aperta a tutti,  sarebbe alquanto limitativo attribuire allo stesso preparato una valenza esclusivamente galenica; invece, appare interessante, per il farmacista, più che la preparazione l’individuazione dei fiori necessari per il riequilibrio di quegli stati d’animo frequenti e comuni a tutti noi, per poter consigliare il giusto cocktail e bouquet di fiori utile alle persone che gli si rivolgono per alleviare i loro disturbi.

2) Decreto legislativo del 17 marzo 1995, n. 185 inerente l’attuazione della Direttiva 92/73/ CEE in materia di medicinali omeopatici. L’Art. 1, recita “Ai fini del presente decreto, per ” medicinale omeopatico ” si intende ogni medicinale ottenuto da prodotti, sostanze o composti, denominati ” materiali di partenza omeopatici “, secondo un processo di fabbricazione omeopatico descritto dalla Farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente dagli Stati membri. La Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana XI Edizione 2002, riporta a pag. 1089-1091, la Monografia delle “Preparazioni omeopatiche”, in particolare nel paragrafo delle diluizioni specifica: “Le diluizioni e le triturazioni sono ottenute dal materiale di partenza mediante un processo di potenziamento (o dinamizzazione) in accordo con un metodo di produzione di preparazioni omeopatiche; per una preparazione liquida ciò significa diluizioni successive ed agitazioni (sbattimenti); per una preparazione solida significa triturazioni successive appropriate.

Adempimenti

Per consentire una tracciabilità delle operazioni e degli ingredienti impiegati durante la  preparazione delle miscele floreali, e per rendere agevole lo svolgimento del lavoro quotidiano in farmacia, è consigliabile redigere le seguenti schede:

  1. elenco dei stock bottles impiegati;

L’elenco dei stock bottles dei fiori utilizzati per la preparazione delle miscele deve avere i seguenti campi: il nome del fiore, la data di acquisto, eventuale numero di DDT o fattura, la data di primo utilizzo e la data di fine utilizzo. (v. esempio tabella 1)

2. scheda di lavorazione.

Scheda di preparazione con descrizione degli ingredienti, il modus operandi, modalità di somministrazione e note. (v. esempio tabella 2)

Modalità di Somministrazione

L’assunzione dei fiori avviene principalmente per via orale3 sublinguale e in gocce diluite. Fatta eccezione per il Rescue Remedy che può essere assunto direttamente dalla stock bottle, gli altri fiori vengono assunti in forma diluita.

È necessario che l’assunzione avvenga lontano dai pasti, senza sapori in bocca4. Questo aspetto

è importante perché alcuni sapori di caffè, nicotina, mentolo, ecc., possono interferire con gli elisir floreali annullando l’azione dell’effetto benefico. Infatti, le sostanze citate da un punto di vista della loro struttura chimica presentano doppi legami, e quindi, un potenziale elettropositivo che interferisce ed annulla l’energia dei fiori.

Anche la modalità di assunzione è determinante, poiché la semplice ingestione a livello dello stomaco, dove si sviluppa un pH molto acido, annullerebbe del tutto l’azione dei fiori. Pertanto, è determinante l’assunzione per via sublinguale, in modo da escludere eventuali contatti con sostanze interferenti e in ambiente il più vicino possibile alla neutralità.

Posologia

La posologia orale consigliata e di 4 gocce per 4 volte al dì, ( ore 8 – 12 – 16 – 20 ), le gocce o soluzione devono essere assorbite per via sublinguale.

Se si utilizza il metodo del bicchiere, i sorsi della soluzione si lasciano a contatto con la mucosa sublinguale per 20/30 secondi e poi deglutire.

Bibliografia dell’autore

Carbone R Fiori di Bach, Capire l’essenza delle emozioni per vivere meglio.  Youcanprint Self-Publisching, p. 43-44,  Tricase (LE), 2015

Carbone R. Perché non si toccano con le dita? Saggio di omeofarmacocinetica dei medicinali omeopatici. Cahiers de Biotherapie. Numero  2, anno XIV, p. 19-25. Roma, aprile/giugno, 2006.

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