Le Mudra: cura del benessere fisico e spirituale

Il termine mudra deriva da una parola babilonese, che significa “sigillo”; contrassegno sacro, gesto che diffonde benessere. 

Questo termine risale al periodo post vedico[1], dove, nella letteratura sacra dell’India, assume  il significato di “sigillo”; oppure di marchio, lasciato da un sigillo.

Nei riti esoterici (ad esempio, nel Tantrismo) la parola “mudra” indica una particolare gestualità delle dita, attraverso la quale il praticante garantisce la piena efficacia del rito stesso. 

Già nel periodo vedico, durante le esecuzioni rituali, i gesti (con i loro movimenti verticali) indicavano gli accenti delle parole del rito. Sin da allora, quindi, sembra essersi stabilita una precisa relazione tra mantra e mudra.

Cosa sono le mudra

Le Mudra rappresentano un gesto simbolico delle mani o delle dita, sono usate  nelle asana (postura del corpo) utilizzate nella pratica yoga, nel pranayama (tecnica di respirazione) o nella meditazione, usati nel buddhismo tibetano, sono movimenti, gesti, danze delle mani che vanno a completare tecniche, pratiche e meditazioni atte al raggiungimento dell’illuminazione, inoltre, le  mudra vengono praticate anche durante le cerimonie di iniziazione, ed agiscono sul piano fisico, energetico e/o spirituale.

Come si dividono le mudra

Possiamo suddividere le mudra in due categorie: 

  • la prima, concernente l’aspetto metafisico delle cerimonie esoteriche, in cui la rapidità dell’ esecuzione li rende impercettibili agli occhi dei presenti. La loro esecuzione è sempre associata alla pronunzia determinata di un mantra (ripetizione di una parola) di difficile interpretazione. Alcuni di essi sono diretti a porre gli elementi soprannaturali sotto il controllo del sadhaka, per poter essere trasformati in agenti benefici, attraverso l’adorazione.
  • La seconda categoria appartiene alla rappresentazione iconografica, nella pittura e nella scultura. Si tratta di mudra assunti dai principali personaggi del Pantheon buddista e induista. Tali gesti esprimono sinteticamente le qualità e le attitudini di personaggi, unitamente alle armi ed agli utensili che essi impugnano con le innumerevoli mani. 

Le mudra, nella disciplina yoga, è un rituale per mettersi in contatto con le energie sottili del cosmo; un gioco silenzioso del corpo per ricaricarsi di prana, l’energia vitale, o per scaricare flussi negativi e nocivi per il  corpo e per la mente. 

Cosa rappresentano le mudra

Mudra allergico metabolico

Se osserviamo il palmo vediamo che le linee formano dei percorsi intricati; riuscire a capirne il codice, significa scoprire che le mani sono una mappa dell’energia della nostra coscienza e della nostra salute.

Ogni area della mano si riflette in una particolare area del corpo o del cervello; ogni area rappresenta diverse emozioni e differenti comportamenti (v. riflessologia zonale e della mano). Piegando, incrociando, tirando e toccando con le dita altre dita o altre zone delle mani, possiamo effettivamente parlare al corpo e alla mente, e le mani diventano così una tastiera di input per il nostro computer “mente-corpo”,  ogni mudra rappresenta una tecnica per mandare chiari messaggi al sistema di energia del nostro sistema “mente-corpo. Vengono usati a supporto diagnostico in omeosinergia  e in kinesiologia per la diagnosi energetica.

Quali sono gli effetti sul corpo

Mudra della carenzq energetica

Secondo la cultura orientale, nelle mani e nelle dita sono posti numerosi centri energetici, che possono attivarsi per regolarizzare le energie che attraversano il corpo con le mudra. In pratica, è come se le estremità superiori del corpo fossero predisposte per funzionare, all’occorrenza, come tante antenne riceventi e trasmittenti, sintonizzate con il cosmo, fonte inesauribile di vita e di energia, e come di protezione dagli effetti indesiderati di ansia e paura; ma, anche per infondere fiducia e salute. 


[1] I Veda sono un’antichissima raccolta di opere sacre di estrema importanza presso la religione induista, che consistono essenzialmente in canti rituali e recitazioni le quali hanno lo scopo di vitalizzare e spiritualizzare ogni fase della vita e dell’attività dell’uomo. Si ritiene che siano il Testo sacro più antico che sia pervenuto ai giorni nostri. Il termine “Veda” (dalla radice sanscrita vid, “sapere”, “conoscere”) significa letteralmente “conoscenza”, e sta qui ad indicare la suprema conoscenza di Dio, o Brahman. Fra tutti gli immensi testi dell’India, i Veda sono le uniche Scritture alle quali non viene attribuito alcun autore. Il Rig Veda riconduce gl’inni ad un’origine celeste e ci dice che essi sono stati tramandati da “tempi antichi” e rivestiti di un linguaggio nuovo. Divinamente rivelati di era in era ai Rishi (considerati dei veri e propri veggenti) i quattro Veda sono detti possedere nityatva, “validità senza tempo”.


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