Gemmoterapia: drenaggio e detossificazione

La Gemmoterapia o meristemoterapia rappresenta la parte innovativa, introdotta per  ultima, in ordine di tempo, tra le varie tecniche applicate alle proprietà curative delle piante officinali, ricompressa e considerata come una branca della Fitoterapia rinnovata che fa parte delle medicine bioterapiche poste a cavallo tra la fitoterapia tradizionale (che fa riferimento al principio attivo), e la moderna Fitoterapia rinnovata (la cui azione è identificabile nel fitocomplesso, la risposta curativa data dal totum dei vari componenti), costituendo un ponte intermedio tra la fitoterapia e l’omeopatia.

Come nasce la gemmoterapia

La Gemmoterapia nasce in Belgio (Bruxelles) agli inizi degli anni ’50, ad opera del dott. Pol Henry, medico belga, sviluppando l’intuizione di Paracelso, che anticipando di secoli le attuali scoperte di fitochimica, aveva già intuito le diverse proprietà e le indicazioni terapeutiche delle varie parti di una stessa pianta, asserendo: “…Ci sono forze diverse nelle gemme, nelle foglie, nei bocci, nei frutti acerbi, nei frutti maturi,… quindi si deve rivolgere la propria attenzione dal primo germoglio sopravvenuto all’ultimo, poiché così è la natura… così vi è una maturazione per i piccoli germogli, una per le fronde, una per i fiori, una per le fibre, una per i succhi, una per le foglie, una per i frutti”. 

Studiò l’effetto terapeutico delle gemme e dei tessuti embrionali di arbusti ed alberi, e le risposte terapeutiche dei singoli gemmoderivati indotte negli animali.

La Gemmoterapia o meristemoterapia, si diffonde in Francia ad opera del dott.ri Max Tétau e Claude Bergeret, fautori della Fitoterapia rinnovata e della Gemmoterapia clinica.

Pol Henry, intuì che negli embrioni vegetali fossero presenti particolari principi attivi diversi dal tessuto vegetale della pianta adulta; egli fu dunque il primo a dedicarsi allo studio ed alla sperimentazione dei meristemi elaborando e proponendo un nuovo metodo “fito-embrio-terapico”, utilizzando i germogli delle piante anziché le parti adulte. Durante le sue applicazioni e sperimentazioni, osservò che avvenivano delle modificazioni enzimatiche indotte dai gemmoterapici, elaborando così il concetto di “sindrome biologica sperimentale”. Con questa definizione comprendeva tutte le modificazioni che avvenivano sui parametri biologici ed enzimatici, in seguito a somministrazione di gemmoderivati. L’azione risultante di un determinato germoglio o di un tessuto meristematico, venivano valutati mediante elettroforesi delle proteine, test di flocculazione, tromboelastogramma e studi citologici.

I dottori Max Tétau e Claude Bergeret, attraverso la sperimentazione e la verifica clinica, hanno portato allo sviluppato della cosiddetta Fitoterapia rinnovata ed alla Gemmoterapia clinica.

Che cos’è la gemmoterapia Definizione

La Gemmoterapia  è un metodo terapeutico fitoterapico basato sull’assunzione di tessuti freschi vegetali allo stato embrionale, come gemme o giovani germogli, diluiti in un solvente idrogliceroalcolico, alla  prima diluizione decimale,  ed ottenuti per macerazione.

Le parti delle piante utilizzate sono: gemme, giovani getti, giovani radici, boccioli, amenti, scorze interne di giovani rami e radici, i semi e qualsiasi altro tessuto embrionale.

Al termine di Gemmoterapia, comunemente accettato e diffuso, Pol Henry scopritore del metodo, inizialmente l’aveva battezzata coi termini di “Blastoterapia” e “Fitoembrioterapia”, termini che entrambi rendono meglio il concetto di terapia tissutale mediante tessuti embrionali, ma sia “blasto” che “embrio” sono termini generici, poiché, i tessuti embrionali ai quali farebbero riferimento, potrebbero anche essere confusi con tessuti di provenienza animale. Pertanto, se si vuole dare una giusta ed appropriata tassonomia a questo metodo terapeutico, il termine più semplice ed appropriato dovrebbe essere “Meristemoterapia”. Infatti, i tessuti vegetali che si utilizzano sono tutti di derivazione meristematica; inoltre, il termine meristema esprime un concetto univoco, peculiare del tessuto vegetale indifferenziato, che divedendosi origina i tessuti definitivi le cui cellule sono incapaci di riprodursi.

La Gemmoterapia, poco utilizzata sino a qualche anno fa, essa è oggi in fase di notevole diffusione, perché semplice da usare e praticamente priva di effetti collaterali, anche in caso di uso prolungato.  È in grado di curare malattie acute e croniche e di essere un valido supporto di sinergismo e complemento ad altre metodiche terapeutiche.

Il motivo di questa diffusione si deve principalmente al fatto che i gemmoderivati non presentano tossicità intrinseca ed estrinseca, sono di facile somministrazione, consentono di ottenere un’azione drenante utile prima di effettuare una cura omeopatica, ottenendo una detossificazione dell’organismo, atto a preparare un terreno più ricettivo all’applicazione della terapia omeopatica.

I gemmoderivati sono preparati alla prima diluizione decimale hahnemanniana (1 DH), quindi a buon diritto si possono definire i rimedi pre-omeopatici, capaci di realizzare un drenaggio profondo dell’organismo umano che può interessare il Sistema Reticolo Endoteliale (S.R.E.).

Su quali principi si basa la gemmoterapia

La Gemmoterapia si basa su quattro regole principali.

  1. La vita è espressione della dinamica cellulare, le cellule in fase di potenziale divisione sono le più adatte ad agire e stimolare altri tessuti cellulari.
  2. La vita animale dipende completamente da quella vegetale, ciò che permette la vita animale può rigenerarla dalle alterazioni morfo-patologiche.
  3. L’albero è il vegetale più potente, l’energia vitale si esprime ogni anno con un grande accrescimento cellulare. Tutti i suoi meristemi sono i più indicati per disintossicare, rigenerare e curare le cellule animali.
  4. Tra le piante utilizzate le Betulle (pubescens e verrucosa) e la Quercia (Quercus peduncolata), sono quelle con più capacità di adattamento, di acclimatazione, di resistenza, di diffusione e di rigenerazione. I tessuti embrionali di queste piante formano la prima base del drenaggio gemmoterapico.

Segue la descrizione dei tessuti meristematici più utilizzati in Gemmoterapia, seguito dal nome francese.

Amenti o Inflorescenze = Chatons

Boccioli = Boutons

Gemme = Bourgeons

Ghiande = Glands

Giovani getti o Germogli = Jeunes pousses

Giovani radici = Radicelles

Linfa = Sève

Corteccia interna di radice = Ecorce de racine

Corteccia di giovane ramo = Ecorce de tige

Semi = Semences

I tre modelli di pensiero delle gemmoterapia

L’affermazione della Gemmoterapia si è sviluppa seguendo tre modelli di pensiero espressi dai fautori principali: Pol Henry, Max Tétau e Claude Bergeret, Antoine Nebel.

Modello biologico analogico

Metodo ideato da Pol Henry, si basa sul parallelismo esistente tra l’evoluzione delle foreste e  le modificazioni del terreno che esse provocano, correlate alle corrispondenti alterazioni del terreno umano.

Pol Henry studiando i germogli a scopo terapeutico intuì il parallelismo tra l’evoluzione delle foreste e l’evoluzione del materiale proteico umano. Egli, concentrò la sua attenzione sul fatto    che  una pianta o gruppo di vegetali allo stato arboreo o arbustivo era in grado di interferire con altri sistemi biologici, la loro simbiosi o antagonismo e la loro capacità di modificare il suolo trovavano ancora analogia con il sistema biologico umano e la sua patologia,  in particolare dell’uomo attraverso l’effetto terapeutico; questa osservazione porta alla nascita della fitosociologia. 

In definitiva se una pianta o gruppi di piante sono in grado di elaborare e arricchire il suolo o degradarlo nella composizione, analogamente lo stesso effetto poteva aversi per il “terreno” umano con precisi effetti terapeutici. Tutto questo andava sperimentato e verificato. La sperimentazione degli effetti dei germogli sulle proteine del sangue umano, evidenziate dallo studio dell’elettroforesi delle proteine, ha dimostrato che l’analogia di partenza aveva un riscontro logico

Modello clinico

Studiato e sperimentato da Max Tétau e Claude Bergeret consiste nello studio del riscontri clinici dell’effetto dei gemmoderivati, in funzione della patologia e  dello specifico tropismo su determinati organi o tessuti. In particolare l’organotropismo di ciascun gemmoderivato determina la specificità d’azione verso quell’organo o tessuto, quindi, determina  l’applicazione  per quelle patologie ed alterazioni funzionali degli stessi e le rispettive indicazioni cliniche. Particolare importanza riveste il principio del tropismo che determina e favorisce la specificità di azione, verso un determinato organo sia del gemmoderivato che degli altri rimedi associati, trasformandosi in un vettore di orientamento.

Modello del drenaggio

Gli studi di Antoine Nebel relativi ai rimedi omeoterapici utilizzati per   preservare i pazienti dalle tossine o residui metabolici e per facilitare l’azione del farmaco omeopatico.  Egli studiò diversi metodi per stimolare il fenomeno della disintossicazione, il rimedio drenante permette di convogliare in senso centrifugo le scorie metaboliche (tossine, scorie del catabolismo ecc..) dell’organismo e di favorire la loro espulsione all’esterno agendo sugli organi emuntori (fegato, reni, intestino, polmoni, pelle, linfa e sangue). In questo modo l’organismo permette alle tossine di essere eliminate dall’interno verso l’esterno dell’organismo.

La tecnica del drenaggio deve essere valorizzata soprattutto in preparazione ad un trattamento specifico, soprattutto in presenza di affezioni croniche oppure in convalescenza o, infine, per le cure di primavera per eliminare le tossine accumulate e liberare l’organismo dalle sostanze derivanti dal ricambio di cellule e tessuti.  

La posologia media dei gemmoderivati utilizzati è inferiore a quella terapeutica: 20 gocce, 2 volte al dì. La durata media del drenaggio è di 20-40 giorni.

Cosa contengono i gemmoderivati

Confrontando la composizione tra il tessuto della gemma e il tessuto vegetale adulto, sono state evidenziate notevoli variazioni qualitative e quantitative in principi attivi.

Nei tessuti meristematici, in fase di accrescimento sono presenti più sostanze e principi attivi che nei tessuti della pianta adulta; essi sono particolarmente ricchi in principi attivi propri di taluna specie, essi contengono: acidi nucleici, aminoacidi, biostimoline, citochinine, enzimi, micropolopeptidi, proteine, sali minerali, vitamine, fattori di crescita, acidi nucleici (RNA e DNA), fitormoni  vegetali (auxine, cinetine, giberelline) e principi attivi specifici della specie botanica (antociani, flavonoidi, ecc.).

La Gemmoterapia è pertanto una metodica terapeutica appartenente alle Bioterapie la quale utilizza a scopo terapeutico soluzioni in prima diluizione decimale (DH 1) di macerati idrogliceroalcolici ottenuti da estratti vegetali freschi, ricchi di tessuti meristematici. I principi attivi del gemmoterapico sono estratti mediante macerazione a freddo in una particolare soluzione costituita da alcol etilico, acqua e glicerina nella quale si lasciano macerare per tre settimane i singoli tessuti vegetali freschi costituiti appunto da tessuti meristematici quali: le gemme, i germogli, i giovani getti, i boccioli, i floemi, le giovani radici, gli amenti, gli amenti femminili fecondati, le giovani radici, la scorza interna di radici, la scorza di giovane ramo, la linfa, i semi, gli xilemi, o altri tessuti embrionali di vegetali in fase di crescita i quali risultano più adatti a tale scopo.

Come si preparano i gemmoderivati

La preparazione dei gemmoderivati è definita nella monografia delle “Preparazioni Omeopatiche” riportata della Farmacopea Ufficiale.  

In essa sono specificate le parti vegetali che devono essere utilizzate: gemme, giovani getti o germogli (gemme appena schiuse), giovani radici, scorza delle radici, semi e, meno frequentemente scorza dei giovani fusti.

Le parti vegetali, raccolte nel loro tempo balsamico, solitamente all’inizio della primavera, sono sottoposte, allo stato fresco, a ripulitura, triturazione, determinazione del grado di umidità ed infine a macerazione.

Su un campione del vegetale appena raccolto, si determina il peso desiderato ponendolo in stufa a 105° e lasciandolo fino al raggiungimento del peso costante.

Il materiale vegetale viene poi posto a macerare per 21 giorni in una miscela di alcool e glicerina, la cui quantità è calcolata in modo da ottenere un prodotto finale che corrisponde a 20 volte il peso della materia prima riportata allo stato secco.

Si procede ad una decantazione seguita da una filtrazione sotto pressione costante. A questa operazione si fa seguire un riposo del filtrato per 48 ore ed un’ulteriore filtrazione.

Si ottiene così il macerato glicerico (M.G.) di base al quale con opportuna diluizione si otterrà il prodotto pronto per l’uso.

La diluizione richiesta per gemmoderivati è alla prima decimale hahnemanniana (1 DH): ciò sta ad indicare che una parte del preparato di base viene diluita con 9 parti di una miscela contenente 50 parti in peso di glicerina, 30 parti di alcol e 20 parti di acqua.

Come si utilizzano i gemmoderivati per il drenaggio o detossificazione

Il drenaggio, in gemmoterapia, consiste in una stimolazione lieve e prolungata nel tempo degli organi emuntori, per favorire l’eliminazione di tossine che si accumulano nell’organismo, in conseguenza ad alimentazione scorretta, assunzione di farmaci e inquinamento atmosferico. Inoltre, facilita l’eliminazione di metaboliti che si liberano a causa del continuo ricambio cellulare.

In particolare il drenaggio con gemmoderivati svolge un’azione stimolante sul Sistema Reticolo Endoteliale (SRE), deputato a fagocitare e neutralizzare tossine e sostanze estranee all’organismo umano.

Il drenaggio con rimedi fito-gemmo-terapici, risulta utile per sollecitare l’eliminazione di tossine o di residui catabolici dall’organismo ripristinando l’omeostasi interna. In questo modo la Gemmoterapia, grazie all’apporto di biostimoline vegetali è particolarmente attiva non solo nei confronti di determinati organi, ma è capace di stimolare il Sistema Reticolo-Endoteliale; essa ha pertanto un campo d’azione terapeutica che in talune patologie è più profondo ed esteso della Fitoterapia tradizionale.

Il drenaggio con prodotti fitoterapici è mirato ad un’azione più diretta a livello degli emuntori, inizialmente venivano utilizzate nel drenaggio le Tinture Madri o basso dosaggio, utilizzando il principio con similitudine d’organo, successivamente con l’avvento della Gemmoterapia, data la specificità e dell’utilizzazione di derivati meristematici, poiché ciascuna gemma e ciascun tessuto meristematico possiede precise affinità di tropismo,  nei confronti di organi o apparati del corpo umano, è possibile prescriverli secondo precise indicazioni organotropiche e stabilire un dettagliato repertorio gemmoterapivo  clinico che qualsiasi terapeuta o medico può, una volta posta la diagnosi, utilizzare in maniera semplice e soddisfacente.

Spesso il grenaggio gemmoterapico è utilizzato per precedere o preparare una terapia omeopatica che risulterà più adeguata ed efficace, perché, l’organismo purificato e disintossicato risponderà meglio e con meno interferenze all’azione del simillimum.

Gli organi emuntori sono quelli deputati all’eliminazione dei materiali di rifiuto dell’organismo. Essi comprendono: Treni e vie urinarie, fegato e vie biliari, intestino, polmoni e pelle.

TI rimedi fitoterapici ad azione drenante, hanno quindi la funzione di

 regolarizzare e stimolare l’attività escretoria degli organi emuntori.

Nei trattamenti di drenaggio è, inoltre, stimolato il sistema linfatico, che è deputato alla mobilizzazione delle tossine accumulate a livello del tessuto connettivo, che delimita gli spazi intercellulari, dove sono  “scaricate” in prima istanza le tossine che si formano all’interno delle cellule.

Per tossine s’intendono i prodotti di rifiuto che si formano nei processi metabolici dell’organismo, che distingueremo in tossine esogene:  batteri, virus, tossine alimentari, fattori di inquinamento ambientale, molecole farmacologiche; e tossine endogene che sono elaborate in forma autogena e che attaccano di continuo il nostro psicosoma.

All’uopo, potremmo allargare il concetto di tossine a specifiche tossine prodotte da pensieri e comportamenti negativi: “tossine psichiche”. I pensieri negativi, le emozioni distruttive inducono la produzione dei mediatori chimici dello stress, che portano l’organismo verso uno stato di auto-intossicazione e logoramento psicofisico.

Quando i nostri organi emuntori funzionano in uno stato ottimale, le tossine prodotte sono adeguatamente eliminate, e l’organismo si mantiene in equilibrio e in salute. Quando, per un eccessivo carico di tossine, o per una funzione insufficiente dei sistemi di drenaggio, si crea un sovraccarico di sostanze dannose, l’equilibrio omeostatico viene meno e compare la malattia.

Secondo questa visione, la malattia non sarebbe altro che l’espressione della lotta che l’organismo compie per compensare i danni provocati dalle tossine, per neutralizzarle ed espellerle.

Il drenaggio in fitoterapia è attuato soprattutto con i gemmoterapici, le tinture madri e le tisane.

Il drenaggio esercita un notevole stimolo disintossicante e può rappresentare un trattamento preventivo o curativo. Può anche essere un trattamento di appoggio ed accompagnamento ad altre terapie, in corso di malattie acute o croniche.

Inoltre il drenaggio è indicato in corso di trattamenti omeopatici, per “pulire il terreno” e prepararlo all’azione dei rimedi.

Segue uno schema di drenaggio delle tossine colloidali e cristalloidi e la formazione di metaboliti intermedi: acido piruvco, acido ossalico e acido urico, provenienti dalle principali catene metaboliche dei lipidi, dei carboidrati e delle proteine. 

Somministrazione e posologia

La prescrizione corretta in gemmoterapia prevede il nome del gemmoderivato in latino, seguito dalla sigla M.G. (macerato glicerico) e la diluizione 1 DH (prima decimale hahnemanniana) e dalle regole posologiche.

Come drenante si consiglia 20 gocce mattino e sera per da 20 a 40 giorni.

Oppure, 50 gocce al mattino al risveglio, diluite in un acqua, per 3 mesi.

La posologia media nell’adulto per i gemmoderivati è di 50 gocce, da 1 a 3 volte al dì.

In  generale i gemmoterapici vanno diluiti in acqua naturale o acqua oligominerale e lasciati in bocca per un minuto circa, prima di essere deglutiti, al fine di assicurare il massimo assorbimento per via perlinguale.

In generale si consiglia la somministrazione del gemmoderivato un quarto d’ora prima dei pasti.

Nell’associazione di più gemmoterapici si consiglia di sceglierli in base al loro meccanismo d’azione complementare.

Il Viscum album è l’unico gemmoderivato disponibile alla prima centesimale (M.G.1 CH), per via della sua tossicità.

La linfa di betulla (Sève de bouleau), pur essendo considerata un gemmoderivato, non è un macerato glicerico, bensì è considerato un omoterapico alla prima decimale. Infatti non riporta la sigla MG. La prescrizione corretta è: Linfa di betulla o Sève de bouleau 1 DH.

La somministrazione di gemmoderivati è sprovvista di tossicità, tanto da poter essere consigliata anche in gravidanza. In generale è sconsigliato utilizzare i gemmoderivati in bambini di età inferiore ai 2 anni per la presenza di alcool e glicerina nei preparati.

Va segnalata la possibile intolleranza nei confronti delle sostanze che, costituiscono il solvente in cui si macera il gemmoderivato: alcool e glicerina. In tal caso si possono avvertire sensazioni di malessere, vampate di calore, senso di oppressione a livello della testa. Prima di sospendere il trattamento può essere utile assumere i gemmoderivati dopo il pasto per attenuare o estinguere tali fenomeni.

Va segnalato inoltre come il gemmoderivato ottenuto dalle gemme di Tiglio in alcuni casi possa indurre paradossalmente eccitazione. In tal caso si riduce la posologia o si sospende il trattamento.

SCHEMA POSOLOGICO DEI MACERATI GLICERICI

ETA’

DOSE gtt/die

DOSE RAPPPORTO

NEONATI

5   –   15

1/10

LATTANTI

10   –   30

1/5

TERZA INFANZIA

25   –   75

1/2

ADOLESCENTI

35   –   100

2/3

ADULTO

50   –   150

1

ANZIANO

35   –   100

2/3

Le quantità sono indicate per ogni singolo gemmoderivato pro die.

Quali sono le piante utilizzate in gemmoterapia e a cosa servono

Abete bianco (Abies pectinata, gemme)Famiglia: Abietaceae.

Azione>  Stimola l’attività osteocitica e l’eritropoiesi, favorisce la fissazione del calcio nelle ossa. Agisce sulle turbe primarie e secondarie della crescita. Insieme alla Betula verrucosa è un ottimo rimedio pediatrico.

Indicazioni > Tonsillite, tracheobronchite, rinofaringite dei bambini, ipertrofia linfonodale, piorrea, postumi da frattura nella infanzia, osteoporosi, rachitismo, decalcificazione, carie dentaria, ritardo dello sviluppo e crescita.

Acero (Acer campestris, gemme) – Famiglia: Aceraceae.

Azione > L’Acero riduce le betaliproteine ed il colesterolo totale plasmatici. Svolge una blanda azione anticoagulante.

Indicazioni < L’Acero è utilizzato spesso con altri gemmoderivati, è indicato nelle discinesie delle vie biliari, calcolosi biliare, arteriosclerosi.

Betulla (Betula pubescens, gemme, amenti, corteccia, radici) – Famiglia: Betulaceae.

Azione  > Il macerato glicemico di Betulla è un drenante cellulare, stimola il sistema reticolo-endoteliale eliminando le tossine depositate. Ha un’azione tonificante e stimolante, provoca la riduzione di urea, colesterolo e acido urico (scorza e radici). Per la sua specificità di azione verso il SRE è considerato un rimedio complementare da associare ad altri macerati.

Indicazioni > Tonico generale, astenia psichica e fisica, riduzione della libido, impotenza e frigidità, allergie. Dismetabolismi: iperazotemia, iperuricemia, albuminuria, cellulite.

Betulla Linfa  (Betulla verrucosa gemme, semi) – Famiglia: Betulaceae.

Azione > Il macerato glicerico di Betulla verrucosa preparato dalle gemme svolge un’azione sul SRE ed è utile nei processi infiammatori e infettivi. Mentre il macerato ricavato dai semi svolge un’azione tonica e stimolante a livello delle funzioni intellettive.

Indicazioni > È utilizzato nelle dermatosi, psoriasi e come cicatrizzante, insufficienza epatica e parassitosi intestinali, antisettico intestinale e cutaneo. Affaticamento intellettivo, turbe della memoria con difficoltà di concentrazione, astenia mentale dell’anziano e del giovane. Reumatismo dismetabolico, antinfiammatorio.

Dal tronco e dai fiori della Betulla verrucosa si estrae un liquido denominato Linfa di Betulla (Sève de bouleau), con specifica azione per l’ipercolesteromia, gotta, calcolosi renale, cellulite e reumatismo degenerativo cronico.

Biancospino (Crataegus  oxyacantha, gemme e fiori) – Famiglia: Rosaceae.

Azione > Il Biancospino possiede un’azione trombofilica antisclerosante, regola il ritmo cardiaco, con effetto inotropo negativo. Tonifica il miocardio, a livello del cuore sinistro svolge un’azione sedativa dei dolori precordiali. Pianta

Indicazioni > Insufficienza cardiaca e sintomi associati. Algie precordiali, tachicardie, sequele d’infarto. Spasmi della muscolatura del miocardio, aritmie, extrasistole. Ansia e insonnia da eretismo cardiaco

 Carpino (Carpinus betulus, gemma) – Famiglia: Betulaceae (Corylaceae)

Azione > È un rimedio a tropismo elettivo per i seni paranasali e per le prime vie respiratorie, svolge un’azione antinfiammatoria, anticatarrale e sedativa della tosse, ed un’attività antiemorragica.

Indicazioni > È indicato per le sindrome rino-faringo-tracheiti e tracheobronchiti, croniche e spasmodiche, sinusiti croniche, sedativo della tosse e cicatrizzante delle mucose affette da processi flogistici.

Castagno (Castanea vesca, gemme) – Famiglia: Fagaceae.

Azione > Il Castagno gemmoterapico ha un tropismo peculiare per i vasi linfatici degli arti inferiori, con azione drenante della circolazione linfatica degli arti inferiori, agisce sui processi di fenomeni congestione da auto-intossicazione, con aumentata viscosità ematica. Viene associato al Sorbus domestica per l’azione complementare trombolitica.

Indicazioni > Insufficienza vascolare agli arti inferiori, turbe della circolazione venosa, edemi di origine linfatica, varici, pesantezza agli arti inferiori, cellulite.

Cedro (Cedrus libani, giovani germogli) – Famiglia: Pinaceae.

Azione > Agisce in certe sindromi d’intossicazione cronica, di tipo allergico con manifestazione di esteriorizzazione cutanea o mucosa. La prescrizione nei casi di eczema secco con prurito associato è di 50 gocce al mattino.

Indicazioni > È indicato per le forme di eczema secco e pruriginoso, dermatiti croniche, ictiosi, prurito, cheratosi palmari e plantari, anidrosi e in alcune irritazioni delle mucose digestive e respiratorie secche.

Faggio (Fagus sylvatica, gemme) – Famiglia: Fagaceae.

Azione > È un rimedio specifico del funzionamento del rene e della diuresi. Stimola le difese organiche e il livello di gammaglobuline, in particolare se dovuti a disturbi psichici depressivi. Stimola le cellule di Küpfer del fegato e diminuisce il colesterolo totale.

Indicazioni < Insufficienza renale, litiasi renale. Obesità, cellulite e ritenzione idrica. Iipercolesterolemia e fibrosclerosi polmonare.

Fico (Ficus carica, gemme) – Famiglia: Moraceae.

Azione > Il Fico gemmoterapico ha un tropismo elettivo per lo stomaco e il duodeno, regolarizza la motilità e la secrezione del tratto gastroduodenale, ed esercita un’azione cicatrizzante sulla mucosa. Regolarizza il tono neurovegetativo gastrico e le sue manifestazioni somatiche (dolori gastrici, coliti spastiche).

Indicazioni > È indicato per le ulcere gastriche e gastroduodenali, gastrite, meteorismo correlato a colon irritabile, spasmofilia, eretismo cardiaco, palpitazioni, distonie neurovegetative, nevrosi ossessiva ed ansiosa, sindromi ipotrofiche mucosa del tubo digestivo.

Frassino (Fraxinus excelsior, gemme) – Famiglia: Oleaceae.

Azione > Il Frassino ha un’azione diuretica, uricosurica, ed ipocolesterolemizzante. Riduce il tasso di acido urico e del colesterolo nel sangue è un rimedio elettivo per la sindrome iperuricemica.

Indicazioni > Reumatismi, reumatismo degenerativo, gotta acuta e cronica, iperuricemia, cellulite.

Ginepro (Juniperus communis, giovani germogli) – Famiglia: Cupressaceae.

Azione > È un rimedio con tropismo elettivo sulla cellula epatica e sulle funzioni dell’organo con valori di laboratorio alterati. Il rimedio regolarizza le principali vie metaboliche: lipidiche, protidiche e glucidiche. Nelle disfunzioni epatiche con ipoalbuminemia, la caduta di albumina del sangue provoca una diminuzione della pressione osmotica con ritenzione idrica nei tessuti. Il ginepro, ripristina e normalizza l’equilibrio osmotico tissutale, provocando una diuresi renale con eliminazione di acido urico ed urea.

Indicazioni > Insufficienza epatica, cirrosi epatica, dispepsia e aerofagia. Diabete scompensato, dislipemie, aterosclerosi. Insufficienza renale, iperuricemia, nefrolitiasi.

Ippocastano (Aesculus hippocastanum, gemme) – Famiglia: Ippocastanaceae.

Azione > È un gemmoterapico con tropismo specifico per i vasi venosi degli arti inferiori e del plesso emorroidario, Svolge azione decongestionante e ripristina l’omeostasi della tunica vasale venosa. Associazioni sinergiche con Castanea vesca e Sorbus domestica.

Indicazioni > Congestione venosa in particolare modo agli arti inferiori, emorroidi, varici, varicocele, ipertrofia prostatica.

Lampone (Rubus idaeus, giovani germogli) – Famiglia: Rosaceae.

Azione > Regolatore dell’asse ipofisi-gonadi, svolge un’azione feedbach sul lobo anteriore dell’ipofisi regolarizzando la secrezione di ormoni ovarici. Svolge azione di rilassamento della muscolatura uterina, dovute alla fragarina contenuta nel Rubus Idaeus. Associazione sinergica con Ribes nigrum.

Indicazioni > Disturbi mestruali, dismenorrea, metriti e vaginiti, algie pelviche, sindromi iperfollicoliniche, ipogonadismo femminile della pubertà, metrorragie funzionali, menarca ritardato, menopausa precoce, amenorree, cisti ovarica, fibroma uterino. Rimedio delle disendocrinie ovariche, dell’ateriosclerosi, dell’allergia e degli squilibri neurovegetativi.

Limone (Citrus Limonum, scorza di giovani rami) – Famiglia: Rutaceae.

Azione > Il Limone gemmoterapico svolge un’azione anticoagulante riducendo il tasso di fibrinogeno.

Indicazioni > Il limone è impiegato nelle sindromi legate alla iperfibrinogenemia: tromboflebiti, attacchi ischemici transitori (T.I.A.) infarto del miocardio. Nei disturbi della coagulazione causati dall’uso della pillola. Utile nell’emicranie, cefalee nervose e insonnia, legati a disturbi della crasi sanguigna. Palpitazioni, singhiozzo e tosse spasmodica.

Mais (Zea mays, gemme) – Famiglia: Poaceae (Graminaceae)

Azione > Gemmoterapico ad azione trofica del miocardio, favorisce la cicatrizzazione post-infartuale del tessuto cardiaco, con induzione del tasso delle transaminasi sanguigne. Nelle sequele d’infarto miocardico viene somministrato in 20 gocce 3 volte al dì

Indicazioni > Postumi da infarto del miocardio, convalescenza post-infartuale, ipertransaminasiemia.

Mandorlo (Prunus amygdalus, gemme) – Famiglia: Rosaceae.

Azione > Il Mandorlo gemmoderivato riduce il tasso di colesterolo totale, di β-lipotreneine e di protrombina, manifesta proprietà antitrombofiliche, ipocolesterolemizzante, antisclerosante e antipertensive. Svolge azione sinergica con Olea europea.

Indicazioni > Disturbi della crasi sanguigna, ipertensione arteriosa e arteriosclerosi, ipercolesterolemia, iperlipidemia. Riduce la coagulazione del sangue, nei casi di iperprotrombinemia.

Mirtillo rosso (Vaccinum vitis idaea, giovani germogli) – Famiglia: Ericaceae.

Azione > Il Mirtillo rosso è attivo sul sistema reticolo endoteliale, con tropismo intestinale; ha proprietà astringenti ed antisettiche per le vie urinarie e regolarizza le funzioni intestinali.

Indicazioni > È indicato nelle infezioni urinarie colibacillosi, uretriti, cistiti, cistopieliti prostatite, adenoma prostatico e fibroma uterino. Nelle sindromi intestinali: coliti spastiche, coliti diarroiche, meteorismo intestinale e colon irritabile.

Mora o rovo di macchia (Rubus fructicosus, giovani germogli) – Famiglia: Rosaceae.

Azione > È un rimedio con tropismo verso l’apparto locomotore e respiratorio. Svolge azione decongestionante, antinfiammatoria, ipoglicemizzante e ipotensiva.. Associazione sinergica con Vaccinium vitis idaea e Sequoia gigantea nei casi di artrosi e osteoporosi.

Indicazioni > Il Rovo è indicato nel reumatismo degenerativo cronico, artrosi degenerativa senile, osteoporosi, diabete, fibroma uterino, arteriosclerosi, ipertensione arteriosa.

Nocciolo (Corylus avellana, gemme) – Famiglia: Betulaceae.

Azione > Il Nocciolo gemmoterapico ha un’azione anti-sclerotica, agisce sul tessuto connettivo polmonare ed epatico. La sua azione antisclerotica  è utile nelle nevriti e artriti delle estremità degli arti. A livello metabolico regola la produzione di alfa-beta-lipoproteine, del colesterolo totale e delle beta-fosfo-lipoproteine. Si associa con il Rosmarinus officinalis.

Indicazioni > È indicato per l’insufficienza epatica, cirrosi epatica, nevriti delle estremità, insufficienza arteriosa degli arti inferiori. Bronchite cronica ed enfisema polmonare, sclerosi del parenchima polmonare. Rimedio negli squilibri neurovegetativi. Anemia sideropenica da emorragie digestive.

Noce (Juglans regia, gemme) – Famiglia: Juglanaceae.

Azione > Il Noce gemmoderivato svolge un’attività depurativa ed eudermica, sul  pancreas, pelle e mucose.

Indicazioni > È indicato per le dermatosi pustolose, acne pustolosa, eczema infettivo, impetigine, collagenosi, micosi, ulcere varicose. A livello delle mucose è utile nei processi suppurativi recidivanti: tracheobronchiti, otiti, salpingiti, cistopieliti. Affezioni epatiche, pancreatite cronica, cistiti, cistopieliti, pielonefriti, prostatite.

Olivo (Olea europea, giovani germogli) – Famiglia: Oleaceae.

Azione > L’Olivo gemmoderivato ha un’azione ipotensiva ed antisclerotica. Agisce riducendo il livello colesterolo, di lipidi totali, di fosfolipidi totali e la viscosità del sangue.

Indicazioni > È indicato per l’ipertensione arteriosa e arteriosclerosi, per le dislipidemie, ipercolesterolemie, ipertrigliceridemie, iperglicemia di tipo II o diabete dell’adulto.

Olmo (Ulmus campestris, gemme) – Famiglia: Ulmaceae.

Azione > L’Olmo gemmoderivato ha un tropismo per la cute e per le ghiandole sebacee. Svolge un’azione drenante della cute e regola la secrezione delle ghiandole sebacee.

Indicazioni > È indicato nell’eczema umido trasudante, acne ed impetigine, herpes oculari ed herpes recidivanti.

Ontano (Alnus glutinosa, gemme) – Famiglia: Betulaceae.

Azione > L’Ontano possiede un’azione antinfiammatoria a tropismo specifico verso i vasi arteriosi dell’encefalo. Migliora il trofismo delle pareti arteriose e del microcircolo cerebrale.

Indicazioni < È indicato nelle patologie cerebrovascolari, emorragie cerebrali, infarto, tromboflebite, cefalea vasomotoria e cefalea comitata. Nelle affezioni delle vie respiratorie e nell’asma allergico. Della stessa famiglia, Alnus incana è indicato per il fibroma uterino e per la menopausa.

Pino mugo (Pinus montana, gemme) – Famiglia: Abietaceae.

Azione > Il Pino mugo ha un tropismo selettivo per la cartilagine ed il tessuto osseo. Stimola il trofismo e la rigenerazione del tessuto osseo e della cartilagine. Associazione sinergica con la linfa di betulla.

Indicazioni > È indicato per il reumatismo degenerativo cronico, artrosi, artrosi vertebrale, coxartrosi e gonartrosi. Osteoporosi post-menopausa e senile.

Pioppo nero (Populus nigra, gemme) – Famiglia: Salicaeae.

Azione > Il Pioppo nero agisce sul sistema arterioso della gamba, elimina lo spasmo e favorisce la formazione di un circolo collaterale evitando la formazione di disturbi trofici associati.

Indicazioni > È indicato per l’insufficienza arteriosa degli arti inferiori con claudicatio intermittens. Indicato anche per affezioni infettive delle vie respiratorie e delle vie urinarie.

Quercia comune (Quercus peduncolata, gemme, scorza, ghiande, radici) – Famiglia: Fagaceae.

Azione > La Quercia comune svolge un’azione regolarizzante sull’appartato intestinale e stimolante sulla ghiandola surrenale. Agisce nel metabolismo protidico, regola il rilascio ormonale della ghiandola surrenalica. Si associa alla Vitis vinifera e al Prunus amygdalus che completano l’azione a livello renale. Complementare alla Betula pubescens.

Indicazioni >  È indicato nelle costipazioni intestinali, stipsi ed enuresi notturna. Astenia sessuale, senescenza precoce, impotenza, affaticamento da surmenage, astenia fisica, neurastenia, ipotensione arteriosa.

Ribes nero (Ribes nigrum, gemme) – Famiglia: Saxifragaceae.

Azione > Il Ribes nero è considerato il principe della gemmoterapia, svolge azione antiallergica e antinfiammatoria, stimolando la produzione di ormoni corticosteroidi naturali della corteccia surrenale.  Rimedio dell’allergia acuta, degli stati gottosi cronici e dell’insufficienza renale iperazotemica.

Indicazioni > È indicato in tutte le forme di allergia acute: riniti, congiuntiviti, allergie, corizza cronica, raffreddore da fieno, asma su base allergica, orticaria, edema di Quincke, reumatismo allergico. Inoltre, in tutte le forme infiammatorie: bronchiti, rinofaringiti e tonsilliti recidivanti, reumatismi infiammatori, artrosi ed artriti, dismenorrea, fibroma, prostata, emicranie, asma, gastriti, emicranie.

Rosa canina (Rosa canina, giovani germogli) – Famiglia: Rosaceae.

Azione > La Rosa canina è il rimedio delle emicranie e delle cefalee resistenti alle terapie classiche con componente allergica. Agisce regolarizzando il rilascio della tiramina, la cui liberazione è considerata una delle cause scatenanti della cefalea. Associazione sinergica col Ribes nigrum (stimolazione cortico-surrenale), e con la Tilia tormentosa (tranquillante neuro-vegetativo). Inoltre, la Rosa canina, sviluppa un’azione immunostimolante utile nei processi infiammatori recidivanti.

Indicazioni > È indicata per l’emicranie e le cefalee vasomotorie, nelle infezioni recidivanti delle prime vie respiratorie: rinofaringiti, otiti, tonsilliti, foruncolosi, manifestazioni allergiche e asma bronchiale. Per l’Herpes labialis recidivante, verruche, eczema pustoloso palmo-plantare.

Rosmarino (Rosmarinus officinalis, gemme) – Famiglia: Labiate.

Azione > Il maceratoglicerico di Rosmarino ha un tropismo elettivo per la cistifellea e per le vie biliari. Diminuisce il colesterolo totale e stimola l’escrezione e la formazione della bile. Sperimentalmente riduce l’iper-betaproteinemia e la colesterolemia, Agisce sulla coagulazione del sangue ed attiva il microcircolo, producendo un’azione euforica e stimolante della memoria. Migliora la circolazione capillare alle estremità. Associazione sinergica con Juniperus communis come disintossicante, agisce in particolare modo sulla fosfatasi alcalina.

Indicazioni > È indicato nella discinesia delle vie biliari, colecistiti e litiasi biliari, coliche epatiche. Dislipemie, iperuricemie. Senescenza, andropausa e menopausa. 

Segala (Secale cerale, giovani radici) – Famiglia: Graminaceae.

Azione > La Segale svolge un’azione di protezione e rigenerazione cellula epatica, favorendo la restitutio ad integrum del parenchima epatico. agisce Si somministrano 20 gocce prima dei pasti nell’ittero.  25 gocce 2 volte al dì. La sperimentazione ha evidenziato un’azione favorevole nelle dermatiti psoriasiche,

Indicazioni > Epatite acuta e cronica, cirrosi epatica, ittero, valori elevati di transaminasi, acido glutammico e acido piruvico, psoriasi e dermatosi psoriasiformi, Morbo di gilbert (iperbilirubinemia familiare).

Sequoia (Sequoia gigantea, giovani germogli) – Famiglia: Conifere.

Azione > La Sequoia ha un’azione specifica per la prostata e per il tono dell’umore e del tono muscolare, sviluppando un’azione tonificante, stimolante e antidepressiva. Agisce fortemente sul piano geriatrico, provoca nel’anziano una sensazione d’euforia, un riacquisto delle forze fisiche e un miglioramento  generale, sul piano fisico e morale.

Indicazioni > È indicato per l’ipertrofia prostatica, adenoma prostatico iniziale, andropausa. Disturbi psichici della senescenza maschile, depressione senile, Disfunzioni neurosessuali, osteoporosi senile. Nell’ipertrofia prostatica si associa il Ribes nigrum.

Sorbo domestico (Sorbus domestica, gemme) – Famiglia: Rosaceae.

Azione > Il Sorbo è un regolatore del tono della circolazione del sistema venoso, riduce la congestione e tonifica le pareti venose. Ha un’azione sinergica con la Castanea vesca.  

Indicazioni > È indicato nei disturbi circolatori della menopausa, nell’ipertensione venosa degli arti inferiori, nelle flebiti, varici, pesantezza degli arti inferiori, edemi agli arti inferiori, acroparestesie, squilibrio della pressione arteriosa con tendenza all’aumento della minima, ronzii alle orecchie, certe cefalee congestizie.

Tamerici (Tamarix gallica, giovani germogli) – Famiglia: Tamaricaceae.

Azione > La Tamerici o Albero delle nebbie ha un tropismo specifico per il midollo osseo, stimola l’eritropoiesi, la formazione di globuli rossi e di piastrine. 

Indicazioni > È indicato per l’anemie ipocrome, anoressie, nelle sindromi emorragiche da piastrinopenia, nelle anemie e piastrinopenie di origine virale (parotite, epatite), mononucleosi infettiva.

Tiglio (Tilia tormentosa, gemme) – Famiglia: Tiliaceae.

Azione > Il Tiglio ha un’azione sedativa ansiolitica e antispasmodica a livello del tratto gastro-enterico. È ritenuto il sedativo naturale per eccellenza e il principe delle somatizzazioni.

Indicazioni > È indicato come sedativo, tranquillante, ansiolitico, utile antispasmodico e per l‘insonnia. Rimedio delle somatizzazioni del polo ritmico con eretismo cardiaco, palpitazioni, tachicardie, precordialgie, ipertensione arteriosa da stress. È utile per il colon irritabile e per le coliche gassose del neonato.

Viburno (Viburnum lantana, gemme) – Famiglia: Caprifoliaceae.

Azione > Il Viburno è il rimedio dell’asma bronchiale allergica, ha un tropismo orientato all’albero bronchiale con azione broncodilatatrice. Ha un’azione sinergica e complementare col Ribes nigrum.

Indicazioni > È indicato nell’asma allergica in tutte le sue forme, nella bronchite cronica asmatiforme, nella dispnea sibilante e in alcune forme di eczema atopico.

Vischio (Viscum album, gemme) – Famiglia: Loranthaceae.

Azione > Il Vischio è potenzialmente tossico, data la sua tossicità, si prepara in rapporto di estrazione di 1:200, a differenza di tutti gli gemmoderivati che sono preparati in rapporto di 1:20.

Indicazioni > Reumatismo gottoso, nevralgie, sciatiche, sindromi epilettiche, ipertensione con albuminuria, asma cardiaca, menorragie.

Vite rossa (Vitis vinifera, gemme) – Famiglia: Vitaceae o Ampelidaceae.

Azione > La Vite rosa ha un tropismo mirato per i processi infiammatori recidivanti, localizzati, soprattutto a livello articolare. Inoltre, regolarizza la linea bianca ematica, in particolare la produzione di leucociti.

Indicazioni > È indicato negli stati infiammatori cronici non perfettamente riassorbiti, che presentano un titolo antistreptococcico (T.A.S.) elevato: angina faringea recidivante, reumatismo degenerativo cronico, artrosi e artriti. Inoltre, è impiegato nelle leucocitosi e linfocitosi.

Vite vergine (Ampelopsis weitch, gemme) – Famiglia: Vitaceae.

Azione > Agisce a livello delle pareti vasali favorendo il ricambio dei liquidi e il  riassorbimento di versamenti nei distretti linfatici.

Indicazioni > Reumatismi cronici, artrite reumatoide, periartrite scapolo-omerale, spondilite anchilosante, artrosi. Sequele infiammatorie mal riassorbite. Reumatismo iperalgico con infiammazione.

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