Arnica (Arnica montana L.)

Descrizione

(Arnica montana L.)

Pianta perenne, diffusa in Europa, in alta e mezza montagna. Cresce su terreni e pascoli acidi delle Alpi e dell’Appennino settentrionale, da 1000 a 2800 metri di altitudine. Si annoverano una trentina di specie.

Si sviluppa da un rizoma strisciante, dopo il primo anno spunta una rosetta di foglie basali ovali-lanceolate, aderenti al suolo (da qui il nome di Piantaggine delle alpi).

Il secondo anno si sviluppa un fusto floreale semplice, leggermente peloso, alto circa 50-60 cm. Su di questo si forma un grosso fiore giallo-arancio, ed in basso, all’ascella di due brattee opposte, si formano altri due fiori piccoli.

Tutta la pianta possiede un piacevole odore aromatico.

Conosciuta nell’antichità come panacea lapsorum, panacea dei traumi. Il nome deriva dal greco ptarmike, starnutire, in relazione all’effetto delle foglie. È comunemente utilizzate al posto del tabacco dalle popolazioni montane (tabacco dei Vosgi).

Droga utilizzata: radice essiccata e polverizzata.

Cosa contiene

Alcoli triterpenici (arnidiolo, feradiolo). Polifenoli (acido caffeico, acido clorogenico). Idrocarburi terpenici.

Lattoni sesquiterpenici (arnifolina, elenalina). Olio essenziale (carnicina, isoquercitina). Flavonoidi e tannini.

I lattoni sesquiterpenici, in particolare elenalina, diidroelenalina e loro esteri acetati, isobutirrati, tigliati, e isovalerati, sono composti altamente tossici.

A cosa serve

La tradizione attribuisce all’arnica proprietà antinfiammatorie e analgesiche.

Ritenuto il rimedio principale del trauma, utile nell’ecchimosi ed edemi conseguenti a contusioni, fratture, strappi muscolari  e slogature. 

È un rimedio di utile impiego per le contusioni,   schiacciamenti, distorsioni, ematomi, nevralgie e mialgie in generale, sciatica, varici, dolori reumatici.

Microtraumi, foruncoli, geloni, diatesi   emorragica, emorragie della retina.

Come funziona

L’azione antiflogistica e analgesica è dovuta al lattone sesquiterpenico che agisce riducendo edemi e dolori di origine infiammatoria con buona azione antisettica.

I flavonoidi e gli oli eterici svolgono effetti sinergici che permettono al fitocomplesso di agire con la massima efficacia.

Come si prende

Estratti fluido: 30 gtt pro dose, 2 o 3 volte al dì.

Tintura madre: diluita (1: 20), da 30 a 50 gtt pro dose, 2 o 3 volte al dì.

Per uso esterno. pomata dal 10 al 20% di tintura madre oppure al 10% di oleolito da applicare sulla parte contusa.

Avvertenze d’uso

Controindicazioni

Controindicata in soggetti allergici al fiore di Arnica o alle altre specie appartenenti alla famiglia delle Compositae.

Effetti collaterali

In seguito ad applicazioni troppo elevate o prolungate nel tempo, si può verificare prurito, irritazione della pelle o dermatite da contatto. Dosaggi elevati, per uso interno, provocano un aumento delle transaminasi.

Raccomandazioni

Si raccomanda di prediligere l’impiego solo per uso esterno. Non applicare su ferite o abrasioni.

Riferimenti ufficiali

F.U.  IX Ed. 1991, F. U.  XI Ed. 2002, Farmacopea Europea IV Ed. 1998/1999, ESCOP fascicule 4.

Rifermenti bibliografici

Carbone R. Planta medicamentum naturae – Aromaterapia, gemmoterapia e fitoterapia, Dibuono edizioni   srl, Villa d’Agri  (PZ),  nuova edizione 2008.

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