Omotossicologia

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By admin maggio 1, 2014 08:10

omotossicologia-1L’Omotossicologia si sviluppa in Germania tra gli anni ‘30 e ‘50, grazie all’intuizione del Dr. Hans Heinrich Reckeweg (1905-1985); medico clinico, omeopata e musicista. Costituisce una sintesi fra la medicina organicistica allopatica e quella vitalistica omeopatica. Si prefigge lo scopo d’interpretare i fondamenti hahnemanniani alla luce delle nuove conoscenze scientifiche della Biochimica, dell’Immunologia e dell’Enzimologia. Utilizza sostanze organiche di derivazione metabolica cellulare in associazione con sostanze omeopatiche, allo scopo di eliminare dall’organismo le tossine (omotossine) non sufficientemente drenate dagli organi emuntori (reni, fegato, pelle, intestino)

I principi dell’Omotossicologia

L’Omotossicologia o medicina antiomotossica, studia i fattori tossici organici deputati allo sviluppo di una malattia e identifica nelle “omotossine” la causa eziologica di alcune malattie. Nel 1957 Reckeweg pubblica il trattato: Homotoxine und Homotoxikosen. Grundlagen einer Synthese der Medizin (Omotossine e Omotossicosi. Fondamento per una Sintesi della Medicina), in cui egli descrive le sostanze tossiche per l’uomo (omotossine), che sono la causa materiale dello stato di malattia (omotossicosi).

Le omotossine possono essere acquisite dall’organismo o prodotte dal suo metabolismo, pertanto si distinguono in esogene (da batteri, virus, tossine alimentari, fattori di inquinamento ambientale, ecc.) ed endogene (prodotti intermedi del metabolismo protidico, glucidico e lipidico, costituiti da cataboliti intermedi non completamente metabolizzati in cataboliti finali idonei per l’eliminazione attraverso le vie emuntoriali dell’organismo). (vedi fig. 1)

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Fig. 1

L’organismo umano attraverso i meccanismi di autodifesa, neutralizza le omotossine attraverso l’espulsione o le deposita a livello di tessuto connettivo, sotto forma di omotossoni atossici che sono residui della detossificazione endogena.

L’omotossone si ottiene dalla reazione di due omotossine tra di loro o di una omotossina con una sostanza atossica. L’omotossone non è tossico, è un intermedio catabolico, reso atossico in attesa di essere eliminato per le normali vie emuntoriali.

Scopo dell’omotossicologia è quello di liberare l’organismo da fattori tossici ed evitare che l’accumulo e la permanenza di eventuali residui tossici, a livello tissulare, possa causare e alimentare la malattia; come mezzo terapeutico primario, l’omotossicologia, utilizza la detossificazione, depurazione e il drenaggio tossinico per ripristinare le funzioni organiche e metaboliche.

Definizione di malattia in Omotossicologia

Secondo la teoria di von Bertanlanffy, la funzione vitale dell’organismo è determinata da un sistema di flussi umorali in equilibrio dinamico, omeostasi, regolato dagli emuntori.

La regolarità funzionale dell’omeostasi dipende da molti fattori di cui: la virulenza della tossina, l’efficienza dei sistemi emuntoriali, la noxa patogena e il terreno diatesico.

Reckeweg definisce le malattie:“l’espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero l’espressione della lotta che l’organismo compie per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine”.

La malattia è un processo dinamico, i cui sintomi possono subire modificazioni, intensificarsi o scomparire. In genere le malattie sono strettamente correlate tra loro attraverso la migrazione di omotossine da un tessuto ad un altro, costituendo il fenomeno della “vicariazione”.

Il dinamismo morboso che si evolve verso la malattia, darà luogo a vicariazioni progressive; il percorso inverso orientato verso la guarigione, produrrà delle vicariazioni regressive.

Questo processo dinamico evolutivo della malattia si può ripercorrere studiando la biopatografia del paziente rappresentato nella Tavola delle Omotossicosi.

La Tavola delle Omotossicosi, creata da Reckeweg, rappresenta un quadro sinottico che classifica le diverse patologie, i vari gradi di reattività attraverso i quali l’organismo cerca di mantenere o ripristinare la sua omeostasi, il suo equilibrio, il suo stato di salute.

In queste tavole sono descritte le differenti risposte antitossiche del “sistema della grande difesa”, mettendo in relazione il tessuto colpito con lo stato di reattività dell’organismo in quel preciso momento, e la sua capacità di detossificazione e drenaggio.

 

Riferimenti bibliografici dell’autore:

Carbone R Compendio delle terapie naturali minori. Edizione ED srl, Roma, 2004.

 

Organoterapia
Omeosinergia